Una storia a lieto fine quella di Davide Cesaroni e Chiara Pesaresi, la coppia di escursionisti ritrovata viva dopo cinque giorni di ricerche sulle Dolomiti. I due, originari delle Marche, erano scomparsi dal 1° luglio mentre erano in trekking nelle Dolomiti Friulane.
Il ritrovamento è avvenuto il 7 luglio sul Col Cadorin a una quota di circa 1.700 metri, lungo il sentiero Marin. I due erano partiti per un trekking di pochi giorni, ma poi erano diventati irreperibili. L’allarme è scattato quando non si sono presentati al lavoro.
Le ricerche e il ritrovamento
Le ricerche sono state condotte da vigili del fuoco, soccorso alpino e guardia di finanza. L’ultimo contatto di Davide e Chiara con amici e familiari risaliva a mercoledì 1° luglio, mentre l’ultima cella telefonica agganciata era stata quella di Domegge di Cadore giovedì pomeriggio.
I soccorritori hanno seguito il percorso previsto dai due escursionisti, partendo dal Rifugio Pordenone in val Cimoliana e dirigendosi verso il Rifugio Padova sul versante Veneto delle montagne. I due sono stati trovati lungo il sentiero Marini, un percorso dismesso con molti tratti esposti e dirupi.
Le difficoltà incontrate
Secondo quanto ricostruito, Davide e Chiara hanno avuto più difficoltà del previsto nel loro trekking e hanno perso l’orientamento. Spossati, si sono fermati senza però riuscire a chiedere aiuto. L’elicottero dei soccorritori li ha avvistati, poi una squadra di tre tecnici del soccorso alpino li ha raggiunti. I due escursionisti non sarebbero feriti e sono stati recuperati in elicottero e portati al Rifugio Pordenone.
La vita di Davide e Chiara
Davide Cesaroni è un volto conosciuto e amatissimo del rugby anconetano: è allenatore delle ragazze dell’Unione rugbistica anconitana. La moglie Chiara è ingegnere edile e architetto. La coppia, originaria di Osimo (Ancona), aveva programmato un’escursione impegnativa lungo i sentieri CAI 352 e 353 dal rifugio Pordenone al rifugio Padova, attraverso la Val d’Arade, nelle Dolomiti Friulane.
L’ultimo contatto telefonico con i familiari risale a mercoledì sera, intorno alle 22.30. Da quel momento nessuno ha più avuto loro notizie. La loro auto era nel parcheggio del rifugio Pordenone. L’allarme è scattato quando la coppia non è rientrata dalle vacanze e la madre di Davide ha fatto denuncia di scomparsa.
Le operazioni di soccorso
Le operazioni di soccorso sono state coordinate dal Soccorso alpino – Centro Cadore e Valcellina con l’impiego di mezzi e uomini della Guardia di finanza, Vigili del fuoco e diversi elicotteri. Questa mattina alle 5.30, due squadre del Soccorso alpino del Centro Cadore e di Pieve di Cadore si sono ritrovate al campo Sportivo di Vallesella con il Centro mobile di coordinamento per un’ulteriore indagine sul versante cadorino.
Obiettivo della perlustrazione di questa mattina il sentiero Marini, un percorso dismesso e di difficile percorrenza, che collega Spe al Rifugio Pordenone, attraverso il Bivacco Gervasutti. Era già stato sorvolato ieri, ma si riteneva da dover approfondire la perlustrazione a piedi e in volo. Una squadra è stata quindi trasportata a Forcella Spe dall’elicottero dell’Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, per incamminarsi lungo il sentiero dismesso, una seconda squadra ha invece proseguito a bordo per una ricognizione dall’alto.
Ed è stato dall’elicottero che i soccorritori hanno individuato i due escursionisti in mezzo al bosco, vicini ai ruderi di Casera Col Cadorin. I volontari hanno intravisto l’uomo sul sentiero, un soccorritore si è fatto subito sbarcare per parlare con lui e c’è stata la conferma. La coppia, che stava bene, anche se provata dai lunghi giorni all’addiaccio, si trovava bloccata in quel luogo da lunedì.
Partiti dal Rifugio Pordenone, erano passati dalla Val Montanaia, erano scesi al Rifugio Pordenone per poi prendere il sentiero da Forcella Spe. Purtroppo erano stati costretti a fermarsi dalle condizioni improponibili del percorso, franato e con ripidi ghiaioni di pietra dura, senza riuscire a tornare sui propri passi. Si erano fermati nei pressi dei ruderi perché c’era un torrentello da cui si sono potuti almeno dissetare in tutti questi giorni.
Ieri, dal loro racconto, avevano sentito gli elicotteri, ma non erano riusciti a farsi vedere. Tre volontari sono stati lasciati da loro per verificarne le condizioni e preparare il recupero. La coppia è stata poi imbarcata sull’elicottero dell’Air service e trasportata assieme a un soccorritore del Centro Cadore al Rifugio Pordenone, per essere affidata al Soccorso alpino della Valcellina, che si stava muovendo sul proprio territorio.



