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Smottamento a Filottrano, il sindaco accusa Acquambiente Marche dopo anni di attesa

Il sindaco Luca Paolorossi estende la disputa con Acquambiente Marche dalla governance allo stato di una strada franata a Filottrano: foto, accuse e riferimenti a dieci anni di inerzia sollevano la questione della responsabilità sugli interventi idrici.

Smottamento a Filottrano, il sindaco accusa Acquambiente Marche dopo anni di attesa

La controversia tra il Comune di Filottrano e Acquambiente Marche si è trasformata in un caso concreto visibile su una carreggiata segnata dallo smottamento. Il sindaco Luca Paolorossi ha reso pubbliche immagini della strada e ha accompagnato le foto con una sintetica accusa: «Questa non è una calamità naturale. Questa è la conseguenza di dieci anni di inerzia». I fatti politici e tecnici si intrecciano: dalle riunioni sul bilancio e sulle nomine al problema materiale di una condotta e del terreno che si muove.

Assemblea rinviata e nodo documenti prima dello scontro fisico

La tensione politica era già alta dopo che il sindaco non si è presentato all’assemblea dei soci di Acquambiente Marche società partecipata dai Comuni di FilottranoCingoliNumana e Sirolo. All’ordine del giorno c’erano il bilancio e le nomine, poi rinviati al 13 luglio. Paolorossi aveva giustificato la protesta con l’assenza di atti che, a suo dire, il Comune chiedeva da mesi: verbali del Cda sul progetto di bilancio, documentazione del Collegio sindacale, carte dell’Organismo di vigilanza e il parere legale acquisito dalla società. Per questo motivo, dopo le dimissioni di Laura Sarnari il sindaco non ha coperto il posto del Comune nel Cda, lasciando la casella vacante per impedire votazioni ritenute illegittime.

La società aveva invece risposto sottolineando «una gestione etica e trasparente», la regolarità degli atti amministrativi e la correttezza delle procedure, precisando che tutti i materiali sarebbero stati messi a disposizione dei Comuni soci secondo statuto e legge. Acquambiente aveva inoltre ricordato che il presidente uscente Massimo Palazzesi è in carica dal novembre 2019 e che lo statuto non prevede la rotazione obbligatoria della presidenza tra i Comuni.

La strada franata e le accuse tecniche di Paolorossi

Con le foto della carreggiata il dibattito si sposta dal piano formale a quello materiale: secondo il sindaco, lo smottamento è legato alla condotta idrica e l’intervento di ripristino spetterebbe a Acquambiente Marche. Paolorossi ha ribadito: «Da due anni chiedo che venga risolto questo problema», mettendo in fila le versioni che gli sarebbero state fornite dagli interlocutori tecnici: prima «il tubo non era rotto», poi «una vena d’acqua», quindi «uno smottamento naturale». Alla verifica finale, sempre secondo il sindaco, sarebbe emerso che «hanno chiuso un tratto della condotta. Da quel momento il terreno ha smesso di muoversi».

Paolorossi sottolinea che la strada è rimasta compromessa per anni «con un rischio enorme» per chi la percorre e che il bypass previsto non è mai stato realizzato: «I tubi sono lì da almeno cinque anni, lasciati sotto il sole». Il sindaco riassume così la sequenza temporale che motiva la sua critica politica: «Io faccio il sindaco da due anni. I tubi sono lì da cinque. Lo smottamento va avanti da dieci», collegando la situazione infrastrutturale alle scelte di governance della società.

La richiesta politica di Paolorossi sulla presidenza

Di fronte a questi elementi, Paolorossi sostiene che la presidenza dovrebbe «tornare a Filottrano» perché serve un presidente che segua attentamente tutti i Comuni soci. Nella sua critica politica usa un’immagine dura rivolta all’attuale gestione, definendola come una figura incapace: «testa di legno». La richiesta è netta: un cambiamento negli equilibri di potere per assicurare risposta ai problemi tecnici sul territorio.

Dal piano delle nomine al problema concreto della viabilità

La disputa sui documenti e sulle regole statutarie si è così sovrapposta alla vicenda della strada franata, trasformando una questione amministrativa in un tema che investe la sicurezza locale e la manutenzione delle reti idriche. La dialettica tra il sindaco e Acquambiente Marche mette in evidenza come le scelte gestionali e le omissioni percepite possano avere effetti tangibili sul territorio, con ripercussioni sulla viabilità e sui cittadini.

Restano aperti i punti principali: la disponibilità dei documenti richiesti prima dell’assemblea rinviata al 13 luglio la verifica tecnica definitiva sulla condotta che il sindaco attribuisce alla società e la possibile riorganizzazione della presidenza dopo il mandato iniziato nel novembre 2019. Nel frattempo la strada a Filottrano è lo specchio fisico della controversia politica: una ferita che, secondo il primo cittadino, testimonia anni di ritardi e responsabilità condivise.

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