Nella tranquillità di una notte recente, una villa di Marina di Montemarciano è diventata teatro di una violenta rapina. I responsabili, almeno cinque persone incappucciate e armate, sono riusciti ad accedere alla proprietà forzando la recinzione posteriore e una porta laterale, sorprendendo i giovani che si trovavano all’interno. Il colpo ha portato via una raccolta di oggetti di valore: orologi di marca, gioielli, monili d’oro, contanti e argenteria, con una stima del bottino che oscilla tra i 250 e i 300mila euro.
All’interno della casa c’erano quattro giovani, tra cui il 19enne Giorgio Locanto e alcuni amici; il capofamiglia, Diego Locanto, non era presente perché impegnato al circuito di Vallelunga per attività legate alla sua scuderia. Gli assalitori hanno radunato tutti in una stanza e, sotto la minaccia delle armi, hanno richiesto informazioni sulla cassaforte di famiglia. La scena è stata caratterizzata da intimidazione, violenza e dalle comunicazioni radio tra i complici all’interno e quelli rimasti all’esterno.
La dinamica dell’intrusione
Secondo la ricostruzione, i malviventi sono penetrati nella proprietà sfruttando un varco nella recinzione posteriore e hanno forzato una porta laterale per raggiungere le stanze al piano superiore. Uno dei banditi, con due pistole in mano, ha controllato che le vittime non si muovessero mentre un altro si è occupato di ottenere l’indicazione della cassaforte. I movimenti dei rapinatori sono stati coordinati tramite ricetrasmittenti, e alcuni complici facevano da pali all’esterno; questa organizzazione ha permesso loro di agire in breve tempo e poi allontanarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Pressioni e violenza sui presenti
Tra le conseguenze della violenta incursione, il 19enne è stato ripetutamente percosso quando inizialmente si è rifiutato di rivelare la posizione del forziere. Dopo essere stato colpito, il giovane ha tentato di sviare l’attenzione dei malviventi e poi di opporsi, ma i rapinatori gli hanno esibito i caricatori delle armi per impedirgli di reagire. Solo sotto costrizione ha accompagnato i banditi alla cassaforte, che è stata poi aperta e svuotata. Le ferite riportate dal ragazzo includono ecchimosi e ematomi, e sono tuttora oggetto di referti medici.
Il valore del bottino e gli oggetti rubati
Il colpo ha fruttato ai malviventi una selezione di beni di pregio: in particolare una collezione di orologi di marchi prestigiosi come Rolex e Audemars Piguet, numerosi gioielli e monili in oro, contante e servizi di argenteria. Il proprietario ha descritto come sia stato portato via praticamente tutto il valore custodito in casa, con una stima complessiva compresa tra 250mila e 300mila euro. L’entità e la specificità degli oggetti sottratti rendono la pista del furto mirato, con attenzione a beni facilmente rivendibili sui mercati del settore.
Impatto sulla famiglia e sul quartiere
Oltre alla perdita economica, l’episodio ha lasciato un forte segno psicologico sui presenti e sulla comunità locale. I vicini sono preoccupati per la sicurezza della zona e chiedono maggiore vigilanza. Il fatto che l’abitazione non fosse dotata di telecamere ha complicato le indagini iniziali, e la famiglia ha espresso sgomento per la rapidità e la freddezza con cui è avvenuta l’azione criminale.
Le indagini e i soggetti coinvolti
Sono intervenuti i carabinieri di Senigallia, che hanno avviato accertamenti coordinati dal capitano Felicia Basilicata. Gli investigatori stanno esaminando ogni elemento disponibile: tracce sul luogo dell’intrusione, testimonianze, e relazioni mediche sulle lesioni. La mancanza di impianti di videosorveglianza rappresenta un limite, ma gli inquirenti non escludono piste basate su contatti nel mondo della vendita di beni di lusso e su segnalazioni di movimenti sospetti in zona. Alcune ipotesi puntano a una banda straniera che opererebbe con ruoli distinti tra chi entra e chi fa da appoggio esterno.
Profilo della vittima principale
Diego Locanto, 53 anni, è noto in ambito sportivo e imprenditoriale: ex pallavolista professionista e pilota, oggi è alla guida del reparto corse della scuderia DL, specializzata in vetture come Lamborghini e Ferrari. In passato ha vinto il campionato italiano endurance; la sua passione per le gare lo aveva portato quel giorno al circuito di Vallelunga. Il suo profilo pubblico e la passione per oggetti di pregio possono spiegare in parte l’interesse dei malviventi per la sua abitazione.
Le attività investigative proseguiranno nelle prossime settimane per ricostruire la rete dei complici e rintracciare il bottino. Nel frattempo, l’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza domestica e sulla necessità di strumenti di protezione più efficaci: dall’installazione di telecamere alla gestione sicura di beni di valore come orologi e gioielli. Le autorità invitano chi abbia visto movimenti sospetti a contattare i carabinieri per fornire eventuali elementi utili alle indagini.



