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Come riportare vita a Piazza Pertini: idee per sicurezza e commercio

Dopo la fiera Piazza Pertini torna deserta: commercianti propongono mercatini, eventi sportivi e una progettazione continuativa per ridare valore allo spazio

Come riportare vita a Piazza Pertini: idee per sicurezza e commercio

Nel cuore di Ancona, Piazza Pertini conserva la memoria della recente fiera con le giostre di San Ciriaco, ma torna rapidamente a una condizione di scarsa frequentazione. Di giorno lo spazio è spesso attraversato come collegamento verso il parcheggio Stamira, mentre di notte diventa teatro di episodi di marginalità. Per molti esercenti la piazza si è trasformata in una non-piazza: un’area centrale sulla carta ma laterale nella vita quotidiana, che richiede interventi mirati per riconquistare il ruolo urbano che le compete.

Il degrado materiale e sociale è visibile a occhio nudo: arredi urbani danneggiati, segni di vandalismo e accumuli di rifiuti negli angoli meno sorvegliati, come dietro il gruppo dei rinoceronti di Trubbiani. Episodi di emergenza sanitaria legati all’abuso di alcol hanno visto la mobilitazione della Croce Giallia, segnalando come il vuoto notturno faciliti comportamenti rischiosi. Gli operatori ricordano con nostalgia i giorni in cui la piazza ospitava mercatini e iniziative, portando passaggio e lavoro.

Lo stato attuale della piazza

Su un piano pratico la pavimentazione presenta crepe e rattoppi, alcune panchine sono rotte e porte di attività risultano imbrattate da scritte; in più punti compaiono soluzioni temporanee come una lamiera a copertura di un pozzetto con un cono segnaletico che resta lì da giorni. Queste condizioni non sono solo estetiche: incidono sulla percezione di sicurezza e sulla volontà della cittadinanza di frequentare lo spazio. Per gli esercenti, rappresentati da figure come Stefano Brandoni della trattoria Da Nordio, è indispensabile un piano che coniughi manutenzione e iniziative capaci di attrarre flussi costanti.

Segni concreti di abbandono

Il degrado si manifesta anche nei dettagli: cartacce e plastica tra l’erba secca, pannelli imbrattati e un’illuminazione che alcune sere appare insufficiente per garantire un’adeguata percezione di sicurezza. Questi elementi alimentano un circolo vizioso, perché la minor frequentazione genera ulteriori atti di trascuratezza. L’area più nascosta, oltre i monumenti, è spesso la più colpita. Gli operatori mettono in evidenza come non bastino interventi isolati: occorre una manutenzione continuativa affiancata da attività che ridiano senso e uso alla piazza.

Le voci dei commercianti

I titolari di locali attigui non chiedono occupazioni forzate dello spazio, ma una strategia condivisa: Giada Buda del Bar San Martino sottolinea la necessità di eventi anche infrasettimanali, non solo concentrati nei weekend, per evitare vuoti prolungati e dare continuità al lavoro. C’è anche la richiesta di ristabilire i mercatini del fine settimana che, secondo i commercianti, sono stati tolti da due o tre anni e avrebbero rappresentato una leva importante per il passaggio di clienti. Chi lavora in zona lamenta un cartellone che privilegia altre piazze come Piazza Cavour, con ricadute dirette sull’affluenza.

Proposte e precedenti efficaci

Le idee non mancano: dagli stand dei mercatini ai laboratori per famiglie, dalle manifestazioni sportive agli appuntamenti associativi. Esperienze pregresse offrono dati concreti: quando è stato organizzato un torneo in Piazza Pertini, sono arrivate circa 5mila persone, con benefici tangibili per le attività commerciali vicine. Anche un concerto di Capodanno con Natalie Imbruglia, avvenuto due anni fa, è rimasto impresso come esempio di come eventi ben pensati possano trasformare la percezione dello spazio e la sua fruizione collettiva.

Verso una gestione condivisa

Un nodo ricorrente riguarda la gestione dell’area e la presenza di soggetti privati come il parcheggio Stamira, che complica le ipotesi di rilancio. Da qui la proposta: partire da soluzioni semplici, condivise tra amministrazione, commercianti e associazioni, e costruire una programmazione stabile che contempli manutenzione, sicurezza e calendario di iniziative. Solo una strategia strutturata e continua può contrastare la marginalità serale, sostenere il tessuto commerciale e restituire alla cittadinanza una piazza viva e sicura.

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