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Allarme a Monte Roberto per la perdita del medico di famiglia: 1.500 persone coinvolte

A Monte Roberto scatta l'allarme sanitario: secondo Michele Caporossi di Progetto Marche Vive tra pochi giorni 1500 cittadini resteranno senza medico, mentre i cup di Jesi, Chiaravalle e Falconara registrano carenze organizzative. Il consigliere chiede un intervento rapido ai dirigenti AST e critica la mancanza di programmazione

Allarme a Monte Roberto per la perdita del medico di famiglia: 1.500 persone coinvolte

Il 24 giugno 2026 è stata resa pubblica una segnalazione che evidenzia criticità nell’assistenza territoriale delle Marche. Michele Caporossi consigliere regionale di Progetto Marche Vive ha puntato l’attenzione sulla imminente mancanza del medico di famiglia per la comunità di Monte Roberto e sulle persistenti difficoltà gestionali dei cup di JesiChiaravalle e Falconara. Nel comunicato viene sottolineato che, tra pochi giorni 1500 cittadini resteranno senza medico un dato che condensa la gravità della situazione per il territorio coinvolto.

La denuncia, arrivata dalla figura politica locale, non si limita a un allarme numerico: mette in luce una problematica organizzativa collegata alla programmazione dei servizi sanitari. Caporossi attribuisce la questione a carenze amministrative e operative, riportando come questa sia una vicenda di lunga data e già segnalata all’attenzione dei vertici sanitari regionali. La richiesta rivolta ai dirigenti dell’AST è di un intervento veloce e tempestivo per evitare disservizi alla popolazione.

Il rischio per Monte Roberto e l’appello di Caporossi

Nel suo intervento, Caporossi descrive la situazione locale come una vera e propria emergenza: «A Monte Roberto c’è l’emergenza medico di famiglia. Tra pochi giorni 1500 cittadini resteranno senza medico». Questa cifra rappresenta la popolazione che, secondo la segnalazione, potrebbe trovarsi senza un punto di riferimento sanitario di base in tempi brevissimi. Il consigliere, che appartiene al gruppo politico Progetto Marche Vive ha richiamato l’attenzione sulle responsabilità della governance territoriale sollecitando una risposta rapida da parte dell’AST.

Segnalazioni precedenti e ruolo del sindaco

Secondo il comunicato, la mancanza di personale e le difficoltà organizzative non sono nuove: «è una situazione conosciuta da molto tempo e portata più volte all’attenzione dei dirigenti Ast dal giovane e dinamico sindaco Focante». Qui emerge il ruolo dell’amministrazione comunale nel monitorare e segnalare le criticità, ma anche l’apparente inefficacia delle risposte istituzionali fino a questo momento. Il riferimento diretto al sindaco sottolinea che la problematica è stata più volte sollevata a livelli amministrativi superiori.

Difficoltà nei cup di Jesi, Chiaravalle e Falconara

Oltre all’emergenza di Monte Roberto, il comunicato elenca problemi organizzativi nei CUP di JesiChiaravalle e Falconara. Caporossi osserva che «I cup di Jesi, Chiaravalle e Falconara da tempo presentano difficoltà e carenze organizzative», segnando così un quadro più ampio di inefficienze che interessano la gestione delle prenotazioni e dei servizi territoriali. Le criticità ai centri di prenotazione aggravano l’accesso alle cure primarie, soprattutto per categorie fragili.

L’impatto di questi disservizi rischia di colpire in modo particolare gli anziani e i soggetti con esigenze mediche continuative, come lamentato dal consigliere: «Conosco bene le difficoltà del sistema – conclude Caporossi – ma vedo altrettanto bene come pressappochismo e zero programmazione in queste zone più che in altre stiano provocando danni notevoli ai cittadini, in particolare agli anziani». Questa frase mette in risalto una critica alla gestione e alla pianificazione sanitaria locale, suggerendo che la problematica sia più culturale e amministrativa che esclusivamente numerica.

Effetti sulle fasce più deboli

La prospettiva delineata nel comunicato è chiara: se non si interviene tempestivamente, le fasce più fragili della popolazione subiranno le conseguenze maggiori. Il collegamento tra difficoltà organizzative dei cup e la carenza di medici di base configura un quadro in cui l’accesso alle prestazioni sanitarie rischia di diventare più complicato, con possibili ripercussioni su continuità delle cure e prevenzione.

La sollecitazione all’AST esprime l’urgenza di misure concrete per garantire l’assistenza primaria sul territorio. Il richiamo a una risposta rapida da parte dei dirigenti sanitari evidenzia che, oltre ai numeri, è necessario un intervento organizzativo e di coordinamento per limitare l’impatto sui cittadini. Al momento, restano centrali le richieste di chiarimento e di azione provenienti dai livelli istituzionali locali.

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