Il 22 maggio 2026 la Questura di Ancona ha ospitato la cerimonia conclusiva della nona edizione del progetto-concorso PretenDiamo Legalità, promossa dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’iniziativa, rivolta agli studenti della scuola primaria e secondaria, ha come obiettivo principale la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza attiva, sensibilizzando i più giovani sui valori fondamentali sanciti dalla Costituzione.
La mattinata, tenutasi nella Sala “Albanese”, ha visto la partecipazione diretta del Questore Capocasa e della dirigente scolastica prof.ssa Raffaella Mazzocchi, rappresentante dell’Istituto Comprensivo “Augusto Scocchera”. Durante l’incontro sono stati messi in luce temi quali la parità, l’inclusione di genere e la sicurezza online, combinando momenti istituzionali a dimostrazioni pratiche e attività rivolte agli studenti.
Il riconoscimento agli studenti e il valore educativo del progetto
La classe 1/a C della scuola secondaria di secondo grado Augusto Scocchera è stata premiata come vincitrice provinciale per un elaborato incentrato sulla parità e sull’inclusione di genere. La motivazione ufficiale ha sottolineato come il lavoro affronti in modo pregnante il rispetto delle differenze e il superamento di stereotipi e pregiudizi, valorizzando la partecipazione di studenti bilingue che hanno arricchito il progetto e ne hanno ampliato la rappresentatività.
Un momento collettivo che supera le barriere
Particolarmente apprezzato dalla giuria è stato il momento conclusivo dell’elaborato, in cui gli alunni si riuniscono in un unico gioco per superare ogni distinzione di genere e differenza culturale. Questo gesto pratico ha rafforzato il senso di comunità e appartenenza, mostrando come la scuola possa essere un luogo privilegiato per mettere in pratica i principi costituzionali, in particolare l’articolo 3 che sancisce il principio di uguaglianza formale di tutti i cittadini.
Dal passato al presente: lo spot e la memoria delle donne in Polizia
Lo spot realizzato dagli studenti ha avuto il merito di valorizzare il ruolo delle donne nella Polizia di Stato, ripercorrendone sinteticamente la storia e proponendo strumenti innovativi per la fruizione delle informazioni, come un QR code che rimanda a fotografie delle prime poliziotte in servizio. Questo collegamento tra memoria storica e tecnologia ha reso il messaggio più accessibile alle nuove generazioni e ha sottolineato il valore della rappresentazione femminile nelle forze dell’ordine.
Tecnologia e partecipazione attiva
L’inserimento del QR code nello spot è un esempio di come contenuti educativi possano essere integrati con strumenti digitali per aumentare la partecipazione degli studenti. L’uso di tecnologie semplici ma efficaci ha permesso di raccontare un percorso storico e di favorire un confronto intergenerazionale sul tema dell’inclusione.
Formazione e dimostrazioni pratiche: attenzione alla sicurezza digitale e al Nucleo Cinofili
Nel corso della cerimonia il personale della Polizia Postale ha tenuto un intervento di sensibilizzazione dedicato all’educazione digitale e alla safety online, con un focus specifico sul cyberbullismo. Gli studenti hanno potuto approfondire come riconoscere comportamenti a rischio in rete e quali siano gli strumenti per tutelarsi, integrando il percorso sulla legalità con competenze fondamentali per la vita quotidiana.
La mattinata si è chiusa con le dimostrazioni del Nucleo Cinofili della Questura: i poliziotti a “quattro zampe” hanno offerto ai partecipanti uno spettacolo che ha unito valore informativo e coinvolgimento emotivo, rafforzando il legame tra istituzioni e comunità scolastica.
Riflessioni finali e ruolo delle istituzioni
Nel suo intervento la dirigente scolastica prof.ssa Raffaella Mazzocchi ha ringraziato la Polizia di Stato per il contributo offerto, sottolineando il ruolo cruciale delle istituzioni nella costruzione del senso della legalità tra i giovani. Non si tratta solo di rispettare norme imposte, ma di riconoscere e aderire a ciò che è giusto in ragione di valori etici profondi, rendendo la scuola un luogo dove tali principi si possono apprendere concretamente.
La conclusione della manifestazione a Ancona conferma come iniziative come PretenDiamo Legalità siano strumenti efficaci per unire formazione, memoria storica e strumenti moderni di comunicazione, creando esperienze formative che puntano sul rispetto reciproco, l’inclusione e la responsabilità digitale.



