9 Ottobre 2026 ☁ 20°

Vincitore assoluto Musicultura 2026: Claudio Covato conquista lo Sferisterio

Claudio Covato, 33 anni di Rosolini, ha conquistato il titolo della XXXVII edizione di Musicultura allo Sferisterio di Macerata: premio da 20mila euro, targa della critica e numerosi ospiti hanno segnato le serate finali.

Vincitore assoluto Musicultura 2026: Claudio Covato conquista lo Sferisterio

La serata conclusiva della XXXVII edizione di Musicultura ha incoronato Claudio Covato come vincitore assoluto sul maestoso palco dello Sferisterio di Macerata. Il cantautore, 33 anni e originario di Rosoliniha presentato il brano in dialetto siciliano “Chiddu ca ma resta”ottenendo il consenso del pubblico e della giuria e aggiudicandosi il primo premio del Festival.

Davanti a 4.800 spettatori complessivi nelle due serate finali, Covato ha ricevuto il Premio Banca Macerata del valore di 20mila euroche ha annunciato di investire nella registrazione del suo primo album. Alla premiazione si sono affiancati altri riconoscimenti ufficiali legati al Festival.

Premi assegnati e artisti finalisti della XXXVII edizione

Oltre al premio principale, a Claudio Covato è stata consegnata la Targa della Critica “Piero Cesanelli” del valore di 3mila euroscelta dai giornalisti accreditati al Festival, e una pergamena incisa dal maestro amanuense Malleus. Nella serata di apertura il cantautore aveva già ottenuto il Premio Grotte di Frasassi da 2mila eurocomprensivo di una residenza artistica nel sito naturalistico marchigiano.

Covato si è imposto tra gli otto vincitori selezionati per la finale: Rosita Brucoli (Milano) con “Agente!”, DDUMA (Lecce) con “Fimmine de guerra”, MEZZANERA (Bologna) con “Piume”, Narratore Urbano (Torino) con “Il mio coinquilino vuole uccidermi”, Isabella Privitera (Bologna) con “Eya”, Giovanni Toscano (Pisa) con “Emma” e Giulia Trovò (Treviso) con “Se non dovessi più tornare”.

Il riconoscimento dalla Casa di reclusione di Barcaglione

Il Premio La Casa in riva al Mare di 2mila euro è stato assegnato a DDUMA da una giuria composta da detenuti della Casa di reclusione di Barcaglione di Anconacoinvolti in un laboratorio musicale promosso dal Festival. Per l’occasione i detenuti Petrit Kripa e Davide Ciancaleoni sono saliti sul palco dello Sferisterio per consegnare il riconoscimento, un’iniziativa segnalata come best practice dal Garante dei diritti della persona della Regione MarcheGiancarlo Giulianellie dal Ministero della giustizia, dipartimento Amministrazione penitenziaria.

Ospiti, performance e momenti salienti delle due serate

La conduzione delle finali è stata affidata a Carolina Di Domenico e Fabrizio Biggioche hanno guidato le serate con ospiti di caratura nazionale. Tra le esibizioni più attese, Le Vibrazioni hanno aperto con il nuovo singolo “Ambiguità (così strafatta di coriandoli)” e hanno riproposto classici come “Dedicato a te” e “Vieni da me”, richiamando al palco un vivace coinvolgimento del pubblico.

Il comico e attore Riccardo Rossi ha offerto un intervento ironico sulla musica nella sua vita, suscitando risate e applausi. Il cantautore Alberto Fortis è salito sul palco per interpretare brani come “Milano e Vincenzo” e “Settembre”, alternando il pianoforte all’armonica e collegando la dimensione artistica a un messaggio civile tramite il progetto “La pace preventiva”.

Ritorno significativo è stato quello dei Santamareavincitori dell’edizione 2026, che hanno riproposto il brano che li aveva lanciati e presentato il nuovo singolo “Tornado”, raccontando come la vittoria a Musicultura due anni fa abbia segnato il loro percorso artistico. La chiusura delle serate è stata affidata a Alan Sorrentiche ha fatto cantare i 2.400 spettatori presenti in ciascuna serata con canzoni come “Tu sei l’unica donna per me” e “Figli delle stelle”.

Dichiarazioni e numeri della manifestazione

Il direttore artistico Ezio Nannipieri ha commentato la varietà espressiva dell’edizione, sottolineando la convivenza sul palco di voci poetiche e band dal sound riconoscibile. Dal punto di vista organizzativo il festival ha registrato numeri significativi: 1.328 candidature, 2.656 brani ascoltati e una partecipazione alle audizioni e alle finali che ha totalizzato migliaia di presenze nel territorio marchigiano.

La vittoria di Claudio Covato è stata dedicata dalla voce stessa alla sua famiglia: la moglie e il figlio di tre anni. Il giovane artista ha sintetizzato il valore del riconoscimento con ironia e realismo, annunciando l’uso del premio per il suo progetto discografico e, scherzosamente, per piccole necessità pratiche.

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