Jesi fa un passo avanti significativo verso l’inclusione sociale con l’inaugurazione di tre nuovi alloggi per persone con disabilità. Un progetto ambizioso, finanziato con i fondi del Pnrr, che promette di cambiare la vita di 12 persone, offrendo loro l’opportunità di vivere in modo indipendente.
Tuttavia, dietro questa iniziativa positiva si nasconde una polemica che ha diviso la città. La storia di Daniela Cesarini, una militante e politica comunista, e il suo lascito al Comune di Jesi, sono al centro di un dibattito che ha accompagnato l’inaugurazione degli alloggi.
Un progetto di vita indipendente
Gli alloggi, situati in via Montessori, via Mura Occidentali e Piazza Pergolesi, sono stati realizzati con un investimento di 715mila euro. Questi spazi, denominati BlackberryI quattro moschettieri e Friends & Coospiteranno 12 persone con disabilità, offrendo loro un ambiente sicuro e accogliente per vivere in autonomia.
L’inaugurazione è stata un momento di grande emozione, con i protagonisti e le loro famiglie che hanno espresso soddisfazione per questo importante traguardo. Tuttavia, l’entusiasmo è stato offuscato da una polemica riguardante la sede di uno degli alloggi, quello di Piazza Pergolesi.
La polemica sulla casa Cesarini
La sede di Piazza Pergolesi è stata ottenuta con parte dei fondi dell’eredità di Daniela Cesarini, una donna che nel 2013 ha scelto il suicidio assistito in Svizzera. Daniela, impegnata da anni nelle battaglie per i diritti, aveva lasciato al Comune di Jesi un lascito per la realizzazione di una casa famiglia pubblica per disabili.
Paolo Filonzi, a nome dei cugini di Daniela Cesarini, ha espresso delusione per la gestione del progetto. «Avremmo desiderato che l’evento fosse stato più pubblicizzato»ha dichiarato, sottolineando come il complesso sia stato finalmente inaugurato dopo anni di attesa. Filonzi ha anche criticato il nome scelto per l’alloggio, Friends & Coche non rispetta le ultime volontà di Daniela, che aveva esplicitamente richiesto che fosse intitolato «La casa di Daniela e Diego».
La storia di Daniela Cesarini
La storia di Daniela Cesarini è un esempio di impegno e dedizione. Dopo la tragica perdita del figlio Diego, Daniela ha scelto di lasciare un lascito al Comune di Jesi per la realizzazione di una casa famiglia per disabili. Il suo gesto è stato ispirato da un verso di Francesco Guccini: «Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare ma non raccontare a me che cos’è la libertà».
Il Comune di Jesi, con il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, ha espresso gratitudine per il gesto di Daniela Cesarini. «Il suo dono rende oggi la nostra città un po’ più bella e un po’ più giusta»ha dichiarato Fiordelmondo, sottolineando l’importanza del valore dell’amicizia, messo al centro del progetto Friends & Co.
Un passo verso l’inclusione
Il progetto di Jesi è un esempio di come i fondi del Pnrr possano essere utilizzati per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. Gli alloggi, realizzati con il contributo di due donne generose, Daniela Cesarini e Aurelia Conti, offrono un’opportunità concreta di autonomia e inclusione sociale.
Nonostante le polemiche, l’inaugurazione degli alloggi rappresenta un passo importante verso una società più inclusiva. I 12 nuovi abitanti di questi spazi potranno finalmente determinare in autonomia le loro scelte e la loro strada, grazie a un progetto che mette al centro il valore dell’amicizia e della solidarietà.


