Il centro di Ancona torna al centro del dibattito cittadino a causa delle condizioni dei portici di piazza Cavour. Negli spazi coperti che affacciano sulla piazza e su corso Mazzini si accumulano detriti, scritte e segni di usura, elementi che negozianti e passanti segnalano come sintomi di un problema più profondo legato alla manutenzione e alla sicurezza urbana.
La questione assume urgenza anche per il calendario culturale: il Flame Festival porterà nella piazza artisti di primo piano, con il primo concerto del Flame Festival che si terrà il 25 luglio, e i tempi stringono: «Ci sono 40 giorni di tempo per dare un segnale di decoro alla piazza». Intorno a questa scadenza si concentra la richiesta di interventi concreti da parte di chi lavora e vive nell’area.
Segnalazioni dei commercianti: guano, scritte e soluzioni anti-volatili
Orsolina Tiranti, storica edicolante sotto i portici di piazza Cavourdipinge un quadro di rassegnazione: «In tanti anni, qui non è mai cambiato nulla. Il solito degrado». Indicando i muri scrostati e le pavimentazioni rovinate, mette in evidenza il problema ricorrente del guano di piccioni e delle scritte lasciate dai vandali, che minano l’attrattiva della piazza e la percezione di decoro.
Il nodo è complesso perché interessa spazi di proprietà privata soggetti però a un intenso passaggio pubblico: i rapporti tra condomini e amministrazioni comunali si sono sovrapposti nel tempo senza giungere a una soluzione duratura. Anni fa era stato installato un sistema anti-volatili, ma l’esperienza sul campo lascia dubbi: «Ma abbiamo l’impressione che non funzioni». La presenza dei volatili crea anche una sensazione di rischio: molti osservano che i pennuti volano pericolosamente sopra la testa dei passanti e lasciano tracce davanti alle vetrine dei negozi.
Reazioni dei passanti e dei residenti
Tra le persone in attesa dell’autobus c’è Luisa Mazzuferianziana cittadina che usa i mezzi per tornare nella prima periferia dorica: si sofferma sulla crescente percezione di incuria. Sotto i portici, racconta, «in questi ultimi anni il degrado è aumentato» e rimarca il timore che, anche quando si interviene con pulizie, il lavoro venga vanificato da nuovi atti di inciviltà, come già avvenuto per i portici degli Archi.
Interventi di pulizia e richieste concrete dai gestori delle attività
Sul fronte opposto della piazza, quello verso corso Mazzinisono stati avviati interventi: lunedì mattina gli operatori di AnconAmbiente hanno effettuato una pulizia approfondita della pavimentazione, usando anche l’idrante. Stefano Paolinelli, titolare della pizzeria Centraleosserva che si trattava di «un intervento che non si vedeva da tempo», ma avverte che il lavoro di pulizia non basta se non è accompagnato da una strategia più ampia.
Faysal Serifi, gestore del fast food al civico 31 di piazza Cavoursolleva la necessità di maggiori controlli nell’agorà attorno alla statua del Conte: «La pulizia prima di tutto, ma devono esserci anche più controlli qui davanti». La sua denuncia include episodi di persone che usano le aiuole come bagno e le immagini ricorrenti di clochard e sbandati che dormono sulle panchine, insieme a bottiglie e rifiuti abbandonati vicino ai cespugli.
Proposte e richieste pratiche
Tra le proposte che circolano tra chi frequenta la piazza c’è quella dei servizi igienici temporanei: «Ma perché il Comune non si decide a mettere dei bagni mobili?» chiede pubblicamente uno dei commercianti. Questa osservazione punta a ridurre i comportamenti più evidenti di degrado e a rispondere a una domanda concreta di fruizione pubblica, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza legata agli eventi.
La scadenza del 25 luglio e la presenza annunciata di nomi noti della musica, tra cui Emma MarroneFrancesco Gabbani e Fabio Concatoaumentano la pressione per avere piazza Cavour in ordine. A pochi metri, nel confronto tra esigenze private e responsabilità pubbliche, resta la domanda di fondo espressa dalla cittadina e dagli operatori: «La situazione è indecente, non è certo una bella cartolina per Ancona.»
Con i tempi che stringono, commercianti, residenti e istituzioni si trovano a misurare la possibilità di trasformare in breve tempo una situazione radicata: «Missione impossibile?» rimane la domanda sospesa, mentre le autorità cittadine e i servizi di pulizia dispongono dei 40 giorni citati dalle parti coinvolte per provare a cambiare volto alla piazza prima dell’arrivo delle prime serate del festival.


